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Marathon e il PvE: una scelta obbligata, non una salvezza

Marathon svolta verso il PvE, ma secondo me non è una mossa di coraggio: è l'unica strada rimasta. E no, nemmeno una campagna single player avrebbe salvato la baracca. Il vero problema è un altro, e ve lo spiego.

29 settembre 2026
MarathonBungieExtraction ShooterPvELive Service

Marathon non aveva scelta, e va detto chiaro

Ragazzi, mettiamoci comodi perché su questa cosa di Marathon devo dire la mia senza troppi giri di parole. Quando è uscita la notizia della svolta verso il PvE, ho visto un sacco di gente esultare come se Bungie avesse finalmente ascoltato la community, come se fosse una mossa di visione, di coraggio. E invece no. La verità, secondo me, è molto più semplice e molto meno romantica: Marathon non aveva scelta. Punto.

Non è che qualcuno a Bungie si sia svegliato una mattina illuminato dall'idea geniale di trasformare l'extraction shooter in qualcosa di più orientato al PvE. È stata una necessità dettata dai numeri, dalla situazione, da un progetto che ormai era arrivato a un punto in cui bisognava fare qualcosa, qualsiasi cosa, per provare a raddrizzarlo. E questo, per uno come me che gli extraction shooter li vive tutti i giorni, è un discorso che merita di essere fatto con onestà.

Una campagna single player non avrebbe salvato niente

C'è una cosa che sento ripetere in continuazione e che voglio smontare subito: "eh, ma se ci mettevano una bella campagna single player la gente lo giocava". Fermi tutti. No, non l'avrebbe salvato. E ve lo dico da persona che ama questo genere e che ha visto nascere e morire tante di quelle proposte da capirci qualcosa.

Il problema di Marathon non è la mancanza di una storia da vivere in solitaria. Il problema è un altro, ed è quello che secondo me nessuno vuole affrontare fino in fondo: la retention. Cioè la capacità di un gioco di tenerti attaccato giorno dopo giorno, settimana dopo settimana. Una campagna single player, per quanto bella, è roba che consumi in venti, trenta ore e poi chiudi. Ti saluta e arrivederci. Non è quello che tiene in piedi un live service, non è quello che riempie i server nel lungo periodo.

Un extraction shooter vive e muore sulla ripetibilità, sul loop che ti fa dire "vabbè, un'ultima partita" alle due di notte. Se quel loop non funziona, non c'è campagna, cutscene o lore che tenga. E Marathon quel loop non l'aveva ancora trovato in maniera convincente. Ecco perché aggiungere una modalità storia sarebbe stato come mettere un cerotto su una frattura.

Snaturare Marathon era inevitabile

Qui arriva la parte scomoda. Per provare a salvarlo, Marathon si è dovuto in un certo senso snaturare. La virata verso il PvE è una trasformazione che allontana il gioco dall'idea originale, da quella visione pura di extraction shooter competitivo che era stata venduta all'inizio. E capisco chi si sente tradito, davvero.

Ma proviamo a ragionare da adulti: quando un progetto è già segnato, quando i numeri non ti danno ragione e il mercato ti sta dicendo che così non funziona, cosa fai? Ti intestardisci e affondi con la nave, oppure provi a cambiare rotta anche a costo di stravolgere l'idea iniziale? Bungie ha scelto la seconda strada, e per quanto possa dispiacere, era probabilmente l'unica mossa razionale rimasta sul tavolo.

La questione Ziegler e il dietro le quinte

Poi c'è tutto il capitolo umano e aziendale, che secondo me è la parte più interessante di questa storia. L'addio di Ziegler a Bungie non è un dettaglio da poco. Quando figure chiave lasciano un progetto in un momento così delicato, ti fa capire che dentro c'era qualcosa che non girava, tensioni, visioni contrastanti, decisioni prese e poi ribaltate.

E qui mi collego a una domanda che mi porto dietro da un po': chi decideva davvero dentro Bungie? Perché quando un gioco cambia direzione così radicalmente, quando persone importanti se ne vanno, quando le scelte creative sembrano andare in una direzione e poi improvvisamente in un'altra, vuol dire che la catena di comando non era chiara. E in un progetto ambizioso come Marathon, la mancanza di una visione unica e forte al comando si paga carissima.

Cryo Archive, un talento sprecato

E poi c'è la cosa che mi fa più rabbia in assoluto: Cryo Archive. Tanto lavoro, tanta cura, tanto potenziale, buttato dentro un gioco che era già segnato in partenza. È il classico esempio di risorse e talento impiegati in un contesto che non poteva restituire il valore che meritavano. Vedere del lavoro fatto bene sprecato così, dentro una struttura che non funzionava, è una delle cose più frustranti da osservare dall'esterno.

Perché alla fine il problema non era mai la qualità dei singoli pezzi. Bungie sa fare gameplay, sa fare gunplay, sa costruire atmosfere. Il problema era l'impalcatura complessiva, il modello, la retention di cui parlavamo prima. Puoi avere i migliori artigiani del mondo, ma se la casa che stai costruendo poggia su fondamenta sbagliate, prima o poi crolla.

Cosa ci insegna la vicenda Marathon

Alla fine, tutta questa storia è una lezione enorme per l'intero genere. Gli extraction shooter sono difficilissimi da fare bene, e il mercato è spietato. Non basta il nome altisonante, non basta il publisher blasonato, non basta la grafica pazzesca. Serve un loop che funziona, serve una retention solida, serve una visione chiara al comando. Se manca anche solo uno di questi pilastri, sei fritto.

Io continuo a seguire Marathon con curiosità, perché voglio vedere se questa virata al PvE riuscirà davvero a dargli una seconda vita o se sarà solo un modo per prolungare l'agonia. Onestamente, ho i miei dubbi, ma sono pronto a ricredermi. Nel frattempo però la lezione resta: non era una campagna single player a poterlo salvare, e la svolta PvE non è coraggio, è sopravvivenza.

Fatemi sapere voi cosa ne pensate, perché su questo argomento so che la community si spacca in due. C'è chi difende Bungie a spada tratta e chi invece pensa che ormai il progetto sia irrecuperabile. Io sto nel mezzo, come al solito, cercando di guardare i fatti senza farmi accecare né dall'hype né dall'odio.

Se volete tutto il ragionamento completo, con anche le parti sul dietro le quinte e su chi comandava davvero dentro Bungie, ve lo racconto per bene nel video: Guarda il video completo su YouTube.

Ci vediamo nei commenti e magari live, come sempre. Un abbraccio ragazzi!