Ragazzi, dobbiamo parlare seriamente di Sony
Lo so, lo so. Ogni volta che dico qualcosa di critico su PlayStation qualcuno mi accusa di essere di parte, di tifare per la concorrenza, di voler fare il clickbait. Ma vi giuro che questa volta non è così. Mi sono seduto, ho ripercorso gli ultimi tre anni di scelte fatte da Sony e vi dico la verità: mi è venuto il mal di testa. Perché stiamo parlando di quella che fino a poco tempo fa era la corazzata indiscutibile del gaming, l'azienda che dettava legge, quella che ti faceva dire "eh, ma le esclusive PlayStation sono un'altra cosa". E oggi? Oggi è un'azienda che sembra brancolare nel buio.
Non lo dico con gioia, sia chiaro. Io sono cresciuto con PlayStation, ho passato notti intere su quei titoli. Ma quando vedo una serie di decisioni una peggio dell'altra, devo parlarne con voi, perché è esattamente il tipo di discorso che mi piace fare qui: senza filtri, da appassionato ad appassionato.
Tutto parte da Bungie e da quei 3,6 miliardi
Facciamo un passo indietro. Sony ha comprato Bungie per 3,6 miliardi di dollari. Una cifra folle, giustificata dall'idea che Bungie fosse il maestro assoluto dei live service e che avrebbe insegnato a tutti gli studi PlayStation come si fa il multiplayer di successo. Il piano era ambizioso: dodici giochi live service in arrivo. Dodici. Un'invasione totale del mercato dei servizi a lungo termine.
E invece? Da dodici siamo passati a sei. Naughty Dog, uno degli studi più amati del pianeta, ha mollato il suo progetto multiplayer di The Last of Us. E questo è stato solo l'inizio di un domino che non si è più fermato.
Concord: il disastro annunciato
Poi è arrivato Concord. E qui, ragazzi, non c'è nemmeno bisogno di infierire. Un hero shooter uscito in un mercato già saturo, con un design dei personaggi che non ha entusiasmato nessuno, e soprattutto in un momento storico in cui quel genere era già stracolmo. Il risultato lo conosciamo tutti: flop clamoroso, gioco ritirato dal mercato nel giro di pochissimo, e la chiusura di Firewalk Studios. Milioni e milioni bruciati per qualcosa che sul mercato è durato meno di un battito di ciglia.
Come content creator che segue da vicino gli extraction e i looter shooter, vi dico che casi come Concord fanno male a tutto il settore, perché spaventano gli editori e li rendono più conservativi proprio quando servirebbe coraggio.
La polemica su Intergalactic e i tagli continui
Poi c'è la vicenda di Intergalactic, il nuovo progetto di Naughty Dog, che invece di far parlare di sé per il gameplay o per la storia ha scatenato polemiche infinite sulla protagonista. Al di là di come la pensiate sulla questione, il punto è un altro: quando un gioco finisce nel tritacarne delle polemiche prima ancora di uscire, è già un problema di comunicazione enorme.
E intanto Sony ha continuato a cancellare progetti multiplayer segreti, ha chiuso Blue Point (uno studio specializzato in remake di altissima qualità, un colpo che ancora non ho digerito) e ha rispedito Marathon nelle mani di Bungie. Sì, proprio quel Marathon che tanti di noi aspettavano come possibile nuovo re degli extraction shooter. Su questo tornerò sicuramente in altri video perché è un discorso che mi tocca da vicino.
Il passo indietro sul PC
Una delle cose che mi ha fatto più storcere il naso è stata la decisione di togliere l'accesso PC ad alcune esclusive. Dopo anni in cui Sony aveva finalmente aperto le porte al mercato PC, guadagnandoci un sacco, ecco che fa marcia indietro. Una scelta che sa tanto di panico, di non sapere bene quale direzione prendere.
Il buco da 750 milioni e la fine di Destiny 2
E qui arriviamo al capitolo che mi tocca più di tutti, perché parliamo di Destiny 2. La fine di Destiny 2 e un buco stimato da 750 milioni di dollari. Capite bene la portata di tutto questo? Un franchise che ha definito il genere looter shooter, che ha accompagnato migliaia di noi per anni, che si trascina dietro una situazione economica pesantissima. Io ci ho passato una vita su Destiny, e vedere dove è arrivata la situazione mi lascia un retrogusto amarissimo.
Dischi fisici addio e Wolverine che delude
Come se non bastasse, Sony ha annunciato lo stop ai dischi fisici dal 2028. Un altro segnale di un'azienda che sta cambiando pelle in fretta, forse troppo in fretta. E poi le recensioni deludenti di Wolverine, un titolo su cui c'erano aspettative altissime, che avrebbe dovuto essere un colpo grosso e che invece non ha convinto.
E poi Kojima. Kojima che se ne va
Ma il colpo di grazia, la ciliegina su una torta già andata a male, è stato Hideo Kojima che lascia Sony per Xbox. Ragazzi, Kojima. Uno dei nomi più iconici e visionari dell'intera industria videoludica. Vederlo passare alla concorrenza è un segnale simbolico devastante. È il tipo di notizia che, da sola, racconta lo stato di salute di un'azienda meglio di mille bilanci.
Il bilancio: tre anni di scelte sbagliate
Se tiriamo le somme, quello che vediamo è un elenco impressionante di errori accumulati in appena tre anni. Studi chiusi, progetti cancellati, miliardi bruciati, talenti persi, marce indietro strategiche e polemiche a raffica. Non è la crisi di un singolo gioco: è una crisi strutturale, di visione, di direzione.
Cosa aspettarsi da qui al 2027
La domanda vera è: Sony riuscirà a risollevarsi? Da qui al 2027 ci sono ancora carte da giocare, e io spero sinceramente che raddrizzino la rotta, perché una PlayStation forte fa bene a tutto il settore, alla concorrenza e soprattutto a noi giocatori. Ma per farlo serve un cambio di mentalità netto, meno inseguire mode e più tornare a fare quello che sapevano fare meglio di chiunque.
Io continuerò a seguire tutto da vicino, come sempre, e a raccontarvelo senza peli sulla lingua. Fatemi sapere nei commenti cosa ne pensate: secondo voi Sony è davvero in caduta libera o sto esagerando?