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Crimson Moon: quando un Ex Bungie mescola Souls, Roguelike ed Extraction

Un nuovo Action RPG spunta all'orizzonte e dietro c'è un ex sviluppatore Bungie. Crimson Moon prende un po' di Souls, un po' di Roguelike e un pizzico di Extraction. Ma funziona davvero questo mix? Vi racconto le mie prime impressioni.

1 settembre 2026
Crimson MoonExtraction ShooterEx BungieSouls-likeAction RPG

Crimson Moon è finito dritto nel mio radar, e vi spiego perché

Ragazzi, ci risiamo. Ogni volta che sento la parola "extraction" mi si drizzano le antenne, lo sapete benissimo. È diventato un mio riflesso incondizionato ormai. Ma stavolta c'è qualcosa in più che mi ha fatto fermare a guardare con attenzione, ed è quel dettaglio che quando lo leggi capisci subito che il progetto merita almeno una chiacchierata seria: dietro Crimson Moon c'è un ex sviluppatore di Bungie.

E voi mi conoscete, quando sento nominare Bungie parte automaticamente il campanello nostalgia, tra Destiny 2 che mi ha accompagnato per anni e tutto il DNA che quello studio si porta dietro. Quindi sì, appena ho visto di cosa si trattava non potevo non farci un video e, di conseguenza, non potevo non scriverne anche qui per voi.

Ma quindi che gioco è esattamente Crimson Moon?

Qui viene il bello, perché definirlo non è per niente semplice. E onestamente è proprio questa la cosa che mi ha incuriosito di più. Crimson Moon è un Action RPG che però non si accontenta di essere una cosa sola. È come se avessero preso un frullatore e ci avessero buttato dentro tre generi che negli ultimi anni hanno spopolato, sperando di tirarne fuori qualcosa di nuovo.

Nel dettaglio abbiamo:

  • Anima Souls-like: quindi combattimento pesante, ragionato, dove ogni scontro va affrontato con la testa e non a caso. Quel senso di sfida che o lo ami o lo odi.
  • Struttura Roguelike: run che si ripetono, progressione, quella tensione del "quanto riesco a spingermi avanti stavolta prima di crepare?".
  • Meccaniche Extraction: e qui ovviamente casca il mio asino preferito. Il rischio-ricompensa, entrare, prendere il bottino ed estrarre vivi.

Detta così sembra un mostro a tre teste, e in un certo senso lo è. La domanda vera che mi sono fatto guardando i primi materiali è: ma tutta questa roba insieme può reggersi in piedi o rischia di essere un pastrocchio?

Il peso del nome Bungie

Voglio essere onesto con voi, perché è così che ci parlo sempre. Il fatto che dietro ci sia un ex Bungie non è una garanzia automatica di qualità. L'ho visto tante volte: nome altisonante, aspettative alle stelle, e poi il prodotto che non mantiene le promesse. Però è innegabile che chi arriva da quella scuola porta con sé una certa sensibilità per il gunplay, per il game feel, per quella sensazione di "peso" che senti quando premi il grilletto o meni un fendente.

E se c'è una cosa che a Bungie sanno fare da sempre, quello è proprio il feeling delle armi e del movimento. Se anche solo una frazione di quella competenza si è trasferita in Crimson Moon, allora già partiamo da una base solida. Perché possiamo avere tutte le meccaniche del mondo, ma se poi il gioco non è divertente da giocare secondo per secondo, casca tutto.

Il mix funziona? Le mie prime sensazioni

Allora, mettiamo le cose in chiaro: siamo davanti a un progetto ancora giovane, quindi vi chiedo di prendere tutto con le pinze. Non voglio vendervi hype gratuito, non è il mio stile. Però l'idea di fondo mi intriga tantissimo.

Il motivo è semplice. Il genere extraction ultimamente sta esplodendo, tra quello che vediamo arrivare da più parti e la voglia della community di avere esperienze dove il rischio è vero e la tensione è palpabile. Aggiungerci sopra una struttura roguelike e una componente souls-like significa provare a dare profondità e rigiocabilità a qualcosa che spesso rischia di stancare dopo un po'.

Il pericolo, però, è sempre lo stesso: quando cerchi di accontentare troppi palati diversi, rischi di non accontentarne nessuno fino in fondo. Quindi la vera sfida per questi sviluppatori sarà far dialogare bene questi tre pilastri, senza che uno soffochi gli altri. Se il souls-like è troppo punitivo, l'extraction diventa frustrante. Se il roguelike è troppo casuale, il senso di progressione svanisce. È un equilibrio delicatissimo.

Perché dovrebbe interessarvi

Se siete come me, gente che vive di questi generi, Crimson Moon è esattamente il tipo di progetto da tenere d'occhio. Non perché sia già il gioco dell'anno, ma perché rappresenta quella voglia di sperimentare che ci serve come il pane. Sono stanco dei cloni fotocopiati, e vedere qualcuno che prova a mescolare le carte in modo intelligente mi dà speranza.

Personalmente lo terrò monitorato da vicinissimo. Voglio capire come si evolverà, se manterranno la rotta o se cadranno nella trappola del "troppa roba tutta insieme". E ovviamente, appena ci sarà modo di metterci le mani sopra, sapete già che io ci sarò a smanettarci per raccontarvi tutto per filo e per segno.

La mia opinione, senza filtri

Chiudo dicendovi questo: sono cautamente ottimista. Il pedigree c'è, l'idea è coraggiosa, il momento storico per un gioco così è perfetto. Ma la strada è lunga e il diavolo si nasconde sempre nei dettagli. Non voglio illudermi e non voglio illudere voi. Quello che vi prometto è che continuerò a seguirlo e a portarvi ogni aggiornamento che merita.

E voi che ne pensate? Questo mix di generi vi convince o pensate che sia il classico progetto che vuole strafare? Fatemelo sapere nei commenti, sotto al video e qui sul sito, perché mi piace un sacco leggere le vostre opinioni e capire cosa vi aspettate da questi nuovi titoli.

Se volete approfondire tutto quello che c'è da sapere su Crimson Moon, con le immagini e i dettagli che vi ho mostrato, vi lascio qui il link: Guarda il video completo su YouTube.

Ci vediamo al prossimo, e mi raccomando: occhi aperti su questo Crimson Moon. Potrebbe sorprenderci davvero.